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Cucina marinaresca... piratesca!




Quando pensiamo a pirati, corsari e bucanieri lontani dalle burrasche e dalle vele, dagli arrembaggi e dalle cannonate, li immaginiamo seduti in qualche locanda a scolarsi fiumi di rum. Come tutti gli esseri umani, però, dovevano anche mettere qualcosa sotto i denti! Cosa mangiavano i pirati?

Secondo alcune storie che ci sono giunte, sulla cui veridicità ci sarebbe da discutere, ma noi amiamo il mare e le sue leggende, quindi la cosa ci lascia più o meno indifferenti, esistevano dei veri e propri "piatti pirateschi". 
Henry Morgan, ad esempio, pare fosse ghiotto di "Spezzatino Pepperpot": uno stufato di manzo e maiale con una salsa di manioca, ottimo conservante naturale che permetteva a questa pietanza di durare CENTO anni!


C'era poi la "Salsa Pepper Rum", specialità della ciurma di Barbanera: si preparava facendo bollire peperoncino, melassa e rum e facendola raffreddare mettendo del ghiaccio sul coperchio.



Come non ricordare anche i piatti preferiti da Black Bart Roberts: la "Insalata Salmigondis", una ricetta a base di carne, acciughe e senape; e la "Jambalaya alla salsiccia", un piatto simile alla paella a base di riso e carne di maiale.





Troppa carne? Tranquilli, i pirati ovviamente mangiavano anche piatti di mare. Ad esempio lo "Stufato di tartaruga" che veniva preparato con tanto limone, spezie e la carne di tartaruga.



Ricordiamo infine il "Granchio Matoutou", che si preparava bollendo e rosolando i granchi con pancetta, cipolla e manioca.



Quindici uomini sulla cassa del morto



Chiunque abbia letto L'isola del tesoro di Robert L. Stevenson conosce questa canzone. Quantomeno la prima strofa, che compare fin dalla prima pagina del romanzo e che il pirata Long John Silver canta insieme ad altri marinai:

"Quindici uomini sulla cassa del morto
yo-ho-ho, e una bottiglia di rum!
la bottiglia e il demonio han pensato al resto
yo-ho-ho, e una bottiglia di rum!"

QUI potete ascoltare la versione in italiano

Ma di quali uomini si parla? Quale cassa da morto?
Per scoprirlo bisogna rifarsi a un episodio che vede protagonista il famigerato Barbanera, al secolo Edward Teach. Secondo la leggenda, Barbanera avrebbe punito trenta uomini della sua ciurma, colpevoli di ammutinamento. Dopo averli condotti su un isolotto disabitato delle Isole Vergini, il cui nome era Dead Man's Chest ("Cassa di uomo morto"), li abbandonò là per un mese, lasciando loro soltanto una bottiglia di rum a testa. Quando tornò a riprenderli, ne erano sopravvissuti solo quindici: da lì, l'origine della leggenda di cui parla il testo della canzone.



Una delle versioni più famose è quella di Craig Toungate, che potete ascoltare QUI e della quale vi propongo il testo:

Fifteen men on a dead man's chest
Yo ho ho and a bottle of rum
Drink and the devil had done for the rest
Yo ho ho and a bottle of rum.

The mate was fixed by the bosun's pike
The bosun brained with a marlinspike
And cookey's throat was marked belike
It had been gripped by fingers ten;
And there they lay, all good dead men
Like break o'day in a boozing ken.
Yo ho ho and a bottle of rum.

Fifteen men of the whole ship's list
Yo ho ho and a bottle of rum!
Dead and be damned and the rest gone whist!
Yo ho ho and a bottle of rum!

The skipper lay with his nob in gore
Where the scullion's axe his cheek had shore
And the scullion he was stabbed times four
And there they lay, and the soggy skies
Dripped down in up-staring eyes
In murk sunset and foul sunrise
Yo ho ho and a bottle of rum.

Fifteen men of 'em stiff and stark
Yo ho ho and a bottle of rum!
Ten of the crew had the murder mark!
Yo ho ho and a bottle of rum!

Twas a cutlass swipe or an ounce of lead
Or a yawing hole in a battered head
And the scuppers' glut with a rotting red
And there they lay, aye, damn my eyes
Looking up at paradise
All souls bound just contrariwise
Yo ho ho and a bottle of rum.

Fifteen men of 'em good and true
Yo ho ho and a bottle of rum!
Ev'ry man jack could ha' sailed with Old Pew,
Yo ho ho and a bottle of rum!

There was chest on chest of Spanish gold
With a ton of plate in the middle hold
And the cabins riot of stuff untold,
And they lay there that took the plum
With sightless glare and their lips struck dumb
While we shared all by the rule of thumb,
Yo ho ho and a bottle of rum!

More was seen through a sternlight screen...
Yo ho ho and a bottle of rum
Chartings undoubt where a woman had been
Yo ho ho and a bottle of rum.

'Twas a flimsy shift on a bunker cot
With a dirk slit sheer through the bosom spot
And the lace stiff dry in a purplish blot
Oh was she wench or some shudderin' maid
That dared the knife and took the blade
By God! she had stuff for a plucky jade
Yo ho ho and a bottle of rum.

Fifteen men on a dead man's chest
Yo ho ho and a bottle of rum
Drink and the devil had done for the rest
Yo ho ho and a bottle of rum.

We wrapped 'em all in a mains'l tight
With twice ten turns of a hawser's bight
And we heaved 'em over and out of sight,
With a Yo-Heave-Ho! and a fare-you-well
And a sudden plunge in the sullen swell
Ten fathoms deep on the road to hell,
Yo ho ho and a bottle of rum!

Tortuga



L'isla de la Tortuga, o più semplicemente Tortuga, è un'isola divenuta famosa nell'immaginario collettivo in quanto legata alle vicende dei pirati.
La Tortuga si trova a nord dell'isola di Hispaniola ed è separata da questa dal canale della Tortuga. Il suo territorio, prevalentemente montagnoso e roccioso, appartiene allo stato di Haiti. Fu una delle prime isole scoperte da Cristoforo Colombo, il quale la battezzò isla de la Tortuga per la sua somiglianza ad una tartaruga.

La pirateria comparirà sull'isola intorno alla metà del Seicento. Dal 1640 i bucanieri della Tortuga divennero noti come "Fratelli della Costa" ed erano per la maggior parte francesi e inglesi, con un piccolo gruppo di olandesi. La Francia dovrà attendere il 1659 per prendere definitivamente possesso dell'isola, grazie anche alla strenua resistenza dei pirati locali. Tra questi, ricordiamo il filibustiere Henri de Fontenay.
Intorno al 1670, il corsaro inglese Henry Morgan cercò di organizzare i pirati dell'isola. Indisse un'assemblea, che si tenne a Tortuga  il 24 ottobre 1670 a Tortuga. In quella occasione fu deciso di assaltare Panama. Furono poi ingaggiati dai francesi al fine di avere un maggior controllo sulla regione caraibica, ma de facto la Tortuga rimase sembre abbastanza indipendente e perciò fu un covo ideale dei bucanieri.
Nel 1697, guidati dal governatore francese Jean-Baptiste Du Casse, un migliaio di filibustieri e bucanieri provenienti dalla Tortuga e dalla vicina Saint-Domingue parteciparono alla presa di Cartagena, a tutt'oggi considerato il saccheggio più fruttuoso della storia della marina francese.
La pace di Utrecht del 1713 vide, infine, una coalizione delle potenze europee contro la pirateria, sancendo la fine dell'epoca dei filibustieri nei Caraibi.

La democrazia dei pirati



E' incredibile a dirsi, eppure era così: i pirati che terrorizzavano navi, marinai e città costiere, realizzarono a bordo delle loro navi un sistema di governo realmente democratico. E misero in piedi persino una sorta di ente di previdenza ed assistenza per i malati ed i mutilati. 
A darcene testimonianza tra i primi fu il "Giornale di bordo" del chirurgo francese A.O. Exquemelin, pubblicato nel 1978. Exquemelin fece parte di un equipaggio di pirati e, poiché sapeva leggere e scrivere, annotò sul suo diario dettagli, riti e caratteristiche della vita piratesca.
Afferma Exquemelin che i pirati accettavano di buon grado le regole e che il capitano veniva scelto dall’equipaggio attraverso una votazione in cui tutti contavano lo stesso: il quartiermastro come il mozzo, il primo ufficiale come l'ultimo marinaio. Addirittura, lo stesso equipaggio poteva destituire il capitano se riteneva che fosse inadatto al comando: a seguito di una votazione, poteva fornire al capitano "la macchia nera", un simbolo di sfiducia dell'equipaggio verso il proprio capitano, il quale veniva messo da parte e poteva (in alcuni casi, doveva) lasciare la nave.
Per quanto riguarda "la cassa mutua", ai feriti ed ai mutilati veniva data una cospicua ricompensa in "pezzi da otto": i Real da 8 erano monete d'argento del valore di otto reales spagnoli. I proventi delle razzie erano divisi in parti uguali: a volte, però, poteva capitare che al capitano o ad altri ufficiali fosse riservata una parte superiore a una unità, ma comunque il tutto veniva stabilito prima. 

Lo scrittore Marcus Rediker, nel suo libro Villains of All Nations: Atlantic Pirates in the Golden Age evidenzia che la vita a bordo delle navi commerciali era terribilmente dura che molti marinai si ammutinavano preferendo i rischi di una vita "breve, ma felice", come era il motto di Bartholomew Roberts, uno dei più grandi capitani pirata di tutti i tempi, conosciuto col nome di Black Bart.
Chi aveva conosciuto la brutalità dei capitani "regolari", sapeva bene che l’unica alternativa valida era un sistema di regole fondate non sulla coercizione, ma sulla condivisione e sull'uguaglianza di ciascun membro dell’equipaggio. 
Sulle navi dei pirati e tra i "fratelli della costa" le cose funzionavano così: era l’istinto di libertà dei pirati, la loro tolleranza verso uomini di altra etnia o religione, tanto che Defoe paragonò la ribellione dei pirati a quella degli schiavi guidati da Spartaco, nell'Antica Roma.

Pirateria: bucanieri, filibustieri e corsari



Col generico termine di "pirati" sono spesso stati accomunati uomini di mare tra loro molto diversi. I bucanieri, i filibustieri, i corsari... tutti sono stati chiamati pirati. Ma vediamo nel particolare similitudini e differenze tra queste figure:

Bucaniere
Termine che deriva dal francese Boucanier e indicava i cacciatori di frodo che affumicavano la carne su una graticola di legno. Da questo metodo di cottura, chiamato barbicoa,  deriva il termine barbecue, arrivato fino ai giorni nostri.
I bucanieri, detti anche "fratelli della costa", provenivano in genere dall'Inghilterra, dai Paesi Bassi e dalla Francia. Le loro basi nei Caraibi erano Hispaniola, Tortuga e Port Royal. Vittime dei loro saccheggi erano soprattutto le navi francesi, spagnole e olandesi.
Tra i bucanieri più celebri, di cui parleremo prossimamente su questo blog, ricordiamo: Jacques Jean David Nau detto l'Olonese, il gallese Henry Morgan, Bartolomeu il Portoghese, Alexander Braccio di Ferro e il francese Montambars lo Sterminatore, Ravenau de Lussan, Roc Brasiliano. Fu bucaniere persino una delle donne più famose della storia della pirateria: Jacquotte Delahaye, detta "Back From the Dead Red", La Rossa ritornata dalla Morte.

Filibustiere
La Filibusta era un'associazione di corsari e pirati (detti, appunto, filibustieri), venuti dalla Francia, Inghilterra e Paesi Bassi, che attaccavano città, navi e possedimenti spagnoli nella zona compresa tra il Golfo del Messico e il Mar dei Caraibi.
Il termine Filibustiere deriva dai bucanieri inglesi che venivano chiamati freebooters, cioè "saccheggiatori": "free", libero e "booty", bottino; quindi "colui che fa liberamente bottino".
Qual è la differenza tra un bucaniere e un filibustiere? Volendo semplificare, diremo che i bucanieri erano i pirati dell'entroterra, mentre i filibustieri erano i pirati del Mar dei Caraibi. Questa distinzione, col passare degli anni, perse ragion d'essere, tanto è vero che, ad esempio, l'Olonese e Henry Morgan furono sia bucanieri che filibustieri.

Corsaro
Volendo forzare la mano, potremmo dire che i corsari erano dei "pirati legali". Questa contraddizione in termini è dovuta al fatto che i corsari erano marinai al servizio del governo di uno stato, cui cedeva parte degli utili, ottenendo in cambio lo status di combattente (lettera di corsa) per quello stato e la bandiera (il che lo autorizzava a rapinare solo navi mercantili nemiche e a uccidere persone, ma solo in combattimento). Erano, in pratica, dei mercenari di mare assoldati dagli stati. Anche se compivano atti illegali (furti, rapine, omicidi), lo facevano comunque sotto una legittimazione legale, ovvero la lettera di corsa che era consegnata al loro armatore (o capitano) dal governo di uno stato.
La lettera di corsa era un documento, firmato da un sovrano, che concedeva al proprietario di un mercantile il diritto, nel caso in cui la nave o il carico andassero rubati o distrutti, di reagire attaccando a sua volta il nemico per rifarsi delle perdite. Ben presto, però, non fu più necessario attendere di perdere il proprio carico per assaltare i mercantili battenti una bandiera nemica...
Tra i corsari più famosi ricordiamo:  Francis Drake, Amaro Pargo, Robert Surcouf, René Duguay-Trouin,  Khayr al-Din Barbarossa, e l'italiano Giuseppe Bavastro.

Jolly Roger, la bandiera dei pirati



Fin da bambini siamo abituati a notare la bandiera nera che volteggia sui galeoni pirati. Un teschio con due ossa incrociate sotto o dietro. La nostra immagine stereotipata del pirata è questa: spada in una mano, pistola nell'altra, benda su un occhio e un nero Jolly Roger dietro di lui. Si, perché il nome della "bandiera dei pirati" era, ed è tuttora, Jolly Roger. 
L'origine del nome non è certa: una teoria vuole che derivi dal francese "jolie rouge", corrotto nell'anglicizzato "Jolly Roger". Una volta esisteva una serie di "bandiere rosse" che erano ben più temute delle "bandiere nere", in quanto vedere una bandiera rossa infatti significava morte certa poiché il rosso simboleggia il sangue. L'origine delle bandiere rosse è probabilmente legata alla Red Jack che i corsari inglesi usavano verso la fine del Seicento. Quando molti corsari si diedero alla pirateria, alcuni mantennero la bandiera rossa. Siccome la maggior parte dei pirati usavano issare la bandiera nera al posto della bandiera nazionale prima di abbordare un'altra nave, il nome Jolly Roger si trasferì anche alle bandiere nere.
Un'ulteriore teoria, meno accettata ma comunque interessante, è che il nome derivi da "Old Roger", termine inglese usato per indicare il diavolo.

Non esiste UN SOLO Jolly Roger, ma ogni capitano pirata ne aveva uno personalizzato: Calico Jack Rackham, ad esempio, utilizzava questa bandiera:
File:Pirate Flag of Jack Rackham.svg

Barbanera, al secolo Edward Teach, sulla sua nave Queen Anne's Revenge faceva sventolare questa bandiera:

Henry Avery, detto anche Long Avery per la sua altezza, usava sventolare questo jolly roger, di cui esisteva anche la variante rossa:

Stede Bonnet, il "pirata gentiluomo", comprò una nave (mentre gli altri pirati erano soliti rubarla o sequestrarla) a cui diede il nome di "Vendetta". Sulla Vendetta sventolava questo jolly roger:

Era irlandese, ma lo chiamarono England. Edwar England, al secolo Edward Seegar, soleva sventolare il classico Jolly Roger con le tibie incrociate sotto al teschio:
File:Flag of Edward England.svg

Black Bart, soprannome di Bartolomew Roberts, usò addirittura due jolly roger nella sua carriera di pirata. La prima, un uomo armato in piedi su due teschi sopra le lettere ABH e AMH (un avviso per gli abitanti di Barbados e Martinica che la morte li attendeva), era questa:

La seconda, con un uomo e uno scheletro danzanti che brindano alla morte ignorando il destino, era questa:

E i pirati di fantasia? Anche loro avevano la loro bandiera, il loro Jolly Roger! Ecco quello del Capitano Flint:
Risultati immagini per jolly roger capitano flint

Splendido anche il jolly roger di Capitan Harlock:
Risultati immagini per jolly roger capitan harlock

Infine, il jolly roger di Jack Sparrow, protagonista della nota saga de "I Pirati dei Caraibi":
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